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MONVISO PER TUTTI - un'escursione in cinque tappe sulle orme di Alessandra Boarelli e Cecilia Fillia

Mar 24 Giu 2014
Nell’ambito delle iniziative dedicate ai 150 anni della salita sul Monviso, il gruppo di lavoro "Boarelli 150" ha organizzato una serie di eventi per ricordare Alessandra Boarelli una figura femminile che il 16 agosto 1864, dopo le salite  di Mathews (1861) e poi Tuckett (1862) raggiunse la vetta del Re di Pietra.
Mercoledì 2 luglio 2014 è in programma "Monviso per tutti" un’escursione in cinque tappe  sulle orme di Alessandra Boarelli e Cecilia Fillia. 
Il programma della prima tappa (Verzuolo-Santuario di Santa Cristina) prevede la partenza alle 9,30 da Piazza W.Burgo. A seguire la cerimonia rievocativa dell’impresa di Alessandra Barelli e la presentazione del trekking. Visita all’antica parrocchiale Santi Filippo e Giacomo a cura dell’Associazione culturale verzuolese. Alle ore 11 inizio escursione. L’arrivo è previsto dopo circa 2 ore. Pranzo al sacco nel piazzale del santuario. A seguire musiche e balli occitani.
Il progetto, che prevede  numerosi eventi nei mesi di luglio ed agosto,  è organizzato dal Gruppo Boarelli che nasce dalla collaborazione tra gli enti del territorio, gli eredi Boarelli e la Sezione CAI di Saluzzo.
"Salutiamo con grande piacere  -dice il sindaco di Verzuolo Gian Carlo Panero-  queste inziative che ricordano l’importanza storica della nostra città e favoriscono il turismo alla riscoperta di bellezze architettoniche e naturalistiche" 

Chi era Alessandra Boarelli 
Alessandra Boarelli (1838-1899) giovanissima torinese era andata in sposa al nobile verzuolese Emilio Boarelli. Nel 1864, anno dell’impresa, aveva 26 anni, era sposata da otto ed era madre di due figli. Era una donna di cultura che intratteneva corrispondenza in inglese e francese. Aveva un notevole spirito di intraprendenza e la passione la portó sulla vetta del Re di Pietra. Al di là dle gesto atletico e sportivo fu un impresa che sfidó le convenzioni e i pregiudizi del tempo. Nel ottocento un numero sempre maggiore di donne si dedicó all’alpinismo, ma si trattó sempre di una minoranza rispetto ai colleghi uomini ed incontró grandi difficoltà a far accettare socialmente il proprio ruolo.

Descrizione del percorso
Da piazza W. Burgo si prosegue in salita lungo Via al Castello e, oltrepassato i ruderi dell’antica Porta Capala, si raggiunge la vecchia "ala" del mercato (m.443). 
Si prosegue ancora per un breve tratto in salita, raggiungendo ben presto il portale d’ingresso del ricetto medioevale in cui è inserita l’antica parrocchiale dei santi Filippo e Giacomo: la  visita avverrà con il supporto dei volontari dell’Associazione Culturale Verzuolese.
Al termine si riprende il cammino, in leggera salita e su strada asfaltata che, superato l’ingresso del Castello, prosegue sempre molto ombreggiata,  sulla dx orografica della valletta del Fosso S. Cristina.
Dopo un paio di km.  si lascia l’asfalto e, svoltando a dx su carrareccia, si giunge nei pressi di un rustico con  tettoia  (ciabot dii Quaia); siamo in località Pian Fiorito (~ m. 680): qui la stradina compie un semicerchio a livello per poi approfondirsi rispetto al terreno circostante, sempre salendo a breve distanza dal crinale.
Seguendo i cartelli ai bivi ( indicazioni: sentiero n° 4 - Santuario di Santa Cristina), si superano diversi crocicchi ed in lieve salita si esce dal bosco raggiungendo, con un ampio tornante, il Santuario (m. 867).

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